Un bimbo di nome Fram

Quando il 23 settembre 1898 mio padre nacque a Morano Calabro, erano trascorsi cinque anni dall'inizio dell'avventura di una nave molto particolare, che venne progettata dal norvegese Fridtjof Nansen per studiare la deriva della banchisa polare.
La nave si chiamava «Fram».
Per ricordare la sua impresa, terminata il 9 settembre 1896 quando venne accolta con il suo equipaggio da oltre ventimila persone a Christiania (l'odierna Oslo), mio padre venne chiamato Fram.
A chiamarlo così fu lo zio Pasquale, fratello di mia nonna Filomena, medico, pervaso da una profonda cultura laica.
Mio nonno Francesco non si trovava a Morano in quell'occasione; nel giugno 1898 era ritornato in Venezuela a Guasdualito, dove era arrivato la prima volta nel 1893 e dove l'anno successivo aveva deciso di aprire un "bel negozio mercantile".


inamerica

Alla fine degli anni sessanta, una sera trovai mio padre assorto a prendere appunti su un quaderno mentre leggeva alcuni vecchi registri. Mi disse: «Sono le lettere che mio padre scriveva dal Venezuela raccolte in questi copialettere. Senti questa…» Era particolarmente compiaciuto quella sera nel ricordare le "avventure" di suo padre.
Quando nel 1992 decidemmo assieme ad alcuni amici di fare una mostra sull'emigrazione moranese in America Latina. ripresi quei vecchi registri e mi misi a sfogliarli, a leggerli e a prendere a mia volta appunti. Decidemmo di chiamare la mostra
inamerica, proprio prendendo lo spunto dalle prime righe di un diario di mio nonno: «1880 Setembre 9. Sono partito di Morano per andare inamerica al porto La Guayra. Sono sbarcato il 16 novembre del stesso anno.»
Per ricordare mio nonno e mio padre decisi di continuare la ricerca anche dopo il 1992.
Nasce così
Un bimbo di nome Fram: la storia di una famiglia attraverso le lettere, gli appunti, le fotografie, i disegni, i giornali d'epoca ritrovati tra le "carte" di mio padre e ricomposti come in un grande puzzle.


Un vascello di nome Fram

Perché fu così importante l'avventura del "vascello" Fram?
Fridtjof Nansen aveva studiato attentamente le correnti dell'Oceano Artico. I suoi studi sul Mar del Nord lo avevano convinto dell'esistenza di una corrente proveniente dalle regioni a Nord dell'Asia che, probabilmente, passava per il Polo Nord, prima di dirigersi a Sud, tra le Isole Spitsbergen e la Groenlandia. Nansen fondava la sua teoria su alcune osservazioni: in particolare, su alcuni capi di vestiario ed altri oggetti che si supponeva derivassero dalla spedizione statunitense «Jeanette» e che erano stati rinvenuti a Sud-Ovest della Groenlandia, nonostante la nave fosse affondata al largo delle Isole della Nuova Siberia, nell'anno 1881. Gli scienziati stranieri manifestarono un atteggiamento ostile alle opinioni di Nansen, ma la Società Geografica Norvegese lo appoggiò.
Venne costruita così un'imbarcazione piccola e leggera in grado di attraversare l'Oceano Artico senza finire stritolata o spezzata dalle pressioni del ghiaccio. La sua forma era stata studiata in modo che il ghiaccio la potesse sollevare invece di spezzarla e quindi essere trasportata alla deriva sulla banchisa.
«Fram» non raggiunse il Polo Nord, secondo i progetto di Nansen, ma riuscì dopo circa tre anni a liberarsi dalla stretta dei ghiacci e ritornare a navigare indenne nelle acque del Mare del Nord. portando con sé per la prima volta numerosi dati sull'Oceano Artico.


Ritorno a Morano

Un bimbo di nome Fram è anche la storia di due ritorni a Morano: quello di mio nonno nel dicembre 1899 e quello di mio padre nell'ottobre 1922.
Tutti e due cercarono di riportare nel paese le esperienze maturate altrove: mio nonno quelle venezuelane dal 1880 al 1899, mio padre quelle vissute dal 1908 al 1922 in collegio a Fiesole, nella prima guerra mondiale e a Milano, dove concluse gli studi al Politecnico.
Riuscirono nel loro intento o rimasero ingabbiati nel ghiaccio come il «Fram»?
Il nome Fram venne subito congelato da mio nonno, che decise di chiamare suo figlio solo Aldo.
Gli entusiasmi di mio padre andarono man mano raffreddandosi, ma non furono mai completamente sommersi nei ghiacci alla deriva.
Quando il 26 giugno 1979 un impiegato del Comune di Morano si accingeva a redigere il certificato di morte, mi chiese: «Ma tuo padre si chiamava Fram?» Quel nome riaffiorò dal ghiaccio dove era rimasto conservato per oltre ottant'anni.
Dal 1998 Fram naviga in internet a bordo di questo sito e ora inizia un altro viaggio su un'imbarcazione particolare, la «Nave della Sila» di Camigliati, assieme a tutte le altre storie raccontate nel «Museo Narrante dell'Emigrazione».

9 luglio 2005

«La Nave della Sila» il Museo Narrante dell'Emigrazione di Camigliati.
In una postazione multimediale del museo è possibile consultare Un bimbo di nome Fram (versione .pdf).
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