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Aldo scherzava sempre sui nomi che lo zio Pasquale, medico positivista, gli aveva dato quando nacque il 23 settembre 1898 a Morano Calabro: Fram, Aster, Corso, Aldo, Salvatore.
Il padre, al momento della sua nascita, si trovava in Venezuela, a Guasdualito, un paese ai confini con la Colombia, dove era stata anche la madre, dal dicembre 1896 al dicembre 1897.
È durante il viaggio di ritorno in Italia che Aldo viene concepito, forse a bordo della nave. Felice Barbarito, un commerciante di S. Fernando di Apure, ha descritto un frammento di quel viaggio su La Voce d’Italia (Organo delle Colonie Italiane Residenti in Venezuela e Colombia) del 24 gennaio 1898.
Diretti in Italia, il 31 Dicembre u.s. furono di passaggio per questa città l’amico e compatriota carissimo Sig. Francesco Mainieri e la sua distinta Signora, la quale, per ragioni di salute, si reca al paese natio.
Il Sig. Mainieri trovasi da parecchi anni in questa Repubblica, ha un importante negozio in Guasdualito ed è il commerciante italiano più conosciuto in quella regione. Importa direttamente dall’Europa e dal Nord America e la sua firma è accettata nelle principali ditte di Ciudad Bolivar.
Nel fare ai coniugi Mainieri i miei migliori auguri di un felice viaggio, auguro alla stimata Signora un pronto ristabilimento della sua salute.
Francesco aveva convinto Filomena a partire con lui da Morano nel 1896, dopo otto anni di matrimonio, di cui sei di lontananza e di inevitabili incomprensioni fra di loro, di pregiudizi e di maldicenze della gente. Ritornava con lei nel gennaio 1898 a Morano, dove avrebbero puntualmente ritrovato i soliti pregiudizi e le solite maldicenze.
Filomena lasciava nella terra dell’Orinoco, del Rio Apure e dei llanos la figlia Angiola Petronilla nata il 31 maggio 1897 a Guasdualito e morta tra le sue braccia il 30 agosto dello stesso anno.
Francesco sarebbe ritornato in Venezuela di nuovo, partendo da Southampton il 29 giugno 1898 con una nuova nave, l’Atrato, ripassando ancora una volta per Barbados, Ciudad Bolivar, San Fernando di Apure, Porto Nutrias. Sarebbe ritornato a Guasdualito il 6 settembre 1898 con un carico di nuove merci da rivendere, di ricordi e progetti consumati lungo il grande fiume.
Ripartendo da Morano, aveva dato incarico ad un falegname di costruire un cassettone da mettere nella sagrestia della Chiesa del Carmine: aveva voluto così sciogliere il voto fatto l’11 settembre 1890 nelle acque dell’Orinoco, dove aveva rischiato di annegare. Non sapeva quanto tempo sarebbe rimasto ancora a Guasdualito.
Continua a scrivere il suo diario, mentre aspetta notizie da Morano.
27 settembre 1898
Stamattina mi sono alzato bene. Ho spazzato la casa, dopo sono andato a bagnarmi e ho mangiato tre arance. Subito dopo mi è venuta la febbre e ho sentito dolori in tutto il corpo.
29 settembre 1898
Si è rotta una damigiana di cognac. Credo che sia di buon augurio.
5 ottobre 1898
Stamattina, dopo aver spazzato la casa, mi sono messo ad abbassare la tavola e ho pensato che non l’avevo fatto quando Filomena, che era bassa, stava qui con me.
16 novembre 1898
Stamattina mi sono alzato con tutto il corpo indolensito per una cattiva digestione. Alle 7 e 1/2 ho cominciato a tremare. Mi sono coricato. La febbre è salita fino a 40 e 1/2. Mi sono impressionato. Ho mandato a chiamare il medico.
17 novembre 1898
Oggi alle ore 12 am è arrivato il medico e mi ha trovato bene.
18 novembre 1898
Trascorsa una giornata pessima.
19 novembre 1898
Una giornata trascorsa regolarmente.
20 novembre 1898
Oggi meglio di ieri.
21 e 22 novembre 1898
Ancora meglio, ma sempre in dieta.
24 novembre 1898
Ho iniziato a mangiare la carne.
26 novembre 1898
Oggi mi sono pesato: 76 chili e 600 grammi. Per la malattia sono dimagrito di 3 chili e 400 grammi. Dal ritorno da Morano sono dimagrito di 8 chili e 400 grammi.
I giorni trascorrono e Francesco, sempre in compagnia del suo aiutante León Maria Gavidia, continua il lavoro quotidiano nel negozio.
È sempre più preoccupato per la mancanza di notizie di Filomena, anche se aveva interpretato come un buon augurio la rottura della damigiana di cognac.
Il 9 dicembre 1898 si pesa ancora una volta: 74 chili. Aveva ricevuto il mese precedente una lettera della figlia Emma, nata a Morano nel 1890, che si trovava in collegio a Firenze dal 1896. Pensa di scrivere di nuovo a Filomena.
Il giorno 18 del passato mese arrivò il corriere e nessuna tua lettera per il tuo Ciccio. Oggi arrivò il corriere e niente tue notizie. Che sarà questo ritardo? Con il corriere del giorno 18 ricevetti una lettera della nostra Emma, dove mi dice che si è divertita moltissimo. Voglio sperare che al ricevere la presente ti trovi in buona salute unitamente al nuovo venuto o nuova venuta e mi darai cento baci.
Io grazie a Dio sto bene, solo che sono dimagrito un poco, ma farò il possibile di rimpatriarmi quanto prima per venire a "diponere" il perduto. Io ho già perduto l’ambizione di essere più di quello che sono. Tanti saluti al caro suocero, al cognato Annunziato e tutti di famiglia, saluto mia mamma e mio fratello, mi salutate caramente la nostra Emma, saluto tutti gli amici e parenti, e tu cara sposa ricevi centomila abbracci dal tuo caro marito
Ciccio
Trascorrono pochi giorni ancora, ma alla fine Francesco viene a sapere della nascita del figlio. È molto contento. Anche León Maria partecipa alla sua gioia. Insieme brindano con del buon vino marsala e offrono da bere a quanti passano quel giorno per il negozio di Guasdualito.
Inizia un nuovo anno, il diciannovesimo da quando Francesco era partito da Morano. Ad accudirlo nella sua casa di Guasdualito è un’anziana signora.
1° gennaio 1899
Oggi mi sono arrabbiato moltissimo. Sono ritornato a casa per mangiare e la maledetta "vecchia" mi ha portato un poco di brodo e un poco di carne bruciata.
15 gennaio 1899
Oggi ho bisticciato con la "vecchia".
16 gennaio 1899
La "vecchia" è andata via. Mi son messo in cucina per farmi da mangiare.
27 gennaio 1899
Si è messo fuoco nella casa del vicino Felix R. Suarez. Per paura che il fuoco passasse alla mia, mi sono messo a svuotare la casa di paglia e ho preso un barile di 130 chili pieno di rum, per metterlo fuori pericolo.
31 gennaio 1899
Si è sviluppato un incendio nel paese di Guasdualito alle ore 4 e 1/2 p.m. e ci siamo salvati per miracolo.
4 febbraio 1899
Ho iniziato a bere la mia orina.
14 febbraio 1899
L’ultimo giorno di Carnevale l’ho trascorso così:
Colazione: 1 tazza di brodo, 1/2 gallina arrostita, 1 litro di vino marsala, 1 bicchiere di latte.
Francesco aveva ormai deciso di lasciare il Venezuela. Il 19 febbraio scrive a Filomena:
Il mese di agosto, se a Dio piace, ci daremo centomila abbracci.
Ieri ho smontato la seggiola a "carrozza", per portarmela. Da quindici giorni ho iniziato a mettere tutti gli oggetti nel baule, per non dimenticare niente.
Centomila baci al nostro caro maschietto e tu moglie carina ricevi centomila abbracci.
Nei giorni seguenti riprende a scrivere il suo diario.
22 febbraio 1899
Ho mandato a dissotterrare i resti di Angiolina per portarla in Italia.
23 giugno 1899
Sono partito da Guasdualito, avendo venduto la casa e il negozio al Signor D. Carmelo Paris.
5 agosto 1899
ore 19.35 - Da Torino telegrafa a Filomena:
Arrivato bene. Bagaglio spedito da Cherbourg non arrivato. Devo aspettare quattro giorni.
Ciccio
18 agosto 1899
Sono arrivato a Morano.
Francesco finalmente può dare i suoi centomila baci al caro maschietto Aldo. Fram sarebbe rimasto una curiosità nel registro dell’anagrafe comunale di Morano.