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Ida in piedi, Oliva seduta, Aldo ed Emma al pianoforte: nel giugno 1970 i quattro fratelli, dopo molti anni, si ritrovarono insieme.

Emma aveva imparato a suonare il pianoforte a Firenze nel Collegio del Sacro Cuore, dove fu lasciata nel 1896 dal padre e dalla madre quando si recarono in Venezuela. Imparò in quel collegio anche a scrivere e a ricamare con grande competenza e creatività.
Era particolarmente contenta quando Aldo, vestito da allievo della Badia Fiesolana, ritornava a Morano da Fiesole. Potevano così suonare a quattro mani la loro musica preferita.
Nell’estate 1914 ebbe modo di conoscere le Danze norvegesi ed altre musiche di Grieg e se ne innamorò subito. Aveva avuto ragione Aldo quando nel maggio dello stesso anno le aveva scritto

    Per domenica, giorno della premiazione, c’ho molto da preparare.
    Ho un monologo francese e 6 pezzi di musica. Uno lo debbo accompagnare ad un ragazzo che suona il violino. C’ho una sonata a 6 mani, una a 4 mani, una io da solo ed è la Primavera di Sinding molto bella e d’effetto, una a 2 pianoforti, in uno suono io nell’altro il mio Professore, ed è la Tarantella di Raff d’un effetto sorprendente.
    Poi c’ho da sonare l’harmonium nel coro finale, che è il coro famoso del Mosé.
    Come vedi c’ho molto da fare.
    Fra due mesi, cara Emma, si suoneranno le Danze norvegesi del Grieg, e sentirai che musica è.
    Ti lascio perché ho da fare.

Anche in quelle serate dell’estate 1914, Ida e Oliva assistevano ai concerti dei fratelli maggiori. Ida aveva 9 anni, Oliva 5 ed impararono anche loro negli anni successivi a suonare il pianoforte.

Nell’osservare i fratelli che suonavano, Oliva in quella serata del giugno 1970 forse ricordò, ancora una volta con affetto, un rito che si consumava nelle serate estive del 1914, quando si addormentava sul grande tavolo da pranzo dell’ingresso del primo piano, sulle note del Notturno op. 9 n. 2 in mi bemolle maggiore di Chopin interpretato da Aldo, che, dopo aver smesso di suonare, se la caricava sulle spalle e la metteva a letto al piano di sopra.
Chissà quanta voglia di casa nascondeva questo gesto affettuoso del fratello maggiore o, forse, anche la voglia di far conoscere le competenze culturali acquisite alla Badia Fiesolana, così lontana per quella bimba che si addormentava spesso subito dopo cena.

Alla fine dell’estate 1914 Aldo compose il suo primo pezzo per pianoforte: la mazurka Per sempre.

La sera del giugno 1970 Aldo ed Emma suonarono per l’ultima volta ancora alcuni pezzi di Grieg: Emma morì pochi giorni dopo.

Anche gli ultimi giorni e le ultime ore della madre, nel marzo 1953, furono scanditi dal suono del pianoforte di Aldo: mentre Filomena, sdraiata nel letto, cantava sommessamente Stiddra lucenti e altri canti popolari moranesi, il figlio l’accompagnava.

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