Premessa

Fra il 23 e il 24 settembre 1893, il vascello Fram, fatto costruire dall’esploratore norvegese Fridtjof Nansen, si lasciò intrappolare nei ghiacci, a Nord della foce del fiume Lena.

Uscì dalla stretta dei ghiacci il 13 agosto 1896, al largo dell'isola Spitsberg, dopo 35 mesi passati a subire i ripetuti assalti della banchisa. Così Nansen studiò per la prima volta il movimento della banchisa artica.

Per ricordare l’impresa di Nansen, mio padre fu chiamato Fram, quando nacque il 23 settembre 1898. Tutti, però, lo hanno sempre conosciuto come Aldo.

Era ingegnere, musicista, uomo di cultura.

Per ricordarlo, nel centenario della sua nascita, ho pensato di dare corpo a questo sito per tentare di raggrupparvi alcuni FRAMmenti della sua vita, di quella di alcune persone che, in misura e maniera diversa, hanno avuto a che fare con lui, della storia del suo paese natale e di altri luoghi in cui il suo vascello è per qualche tempo approdato.

Mi ha sempre affascinato il persistere di una vena di erranze nelle generazioni della mia famiglia, vena che ritrovo anche in me.

Come definirla? Che voce darle?

Un po’ per ragioni di lavoro, un po’ perché è ormai inevitabile, ogni giorno si parla e si sente parlare di RAM.

Questa consuetudine e il ricordo di mio padre mi hanno suggerito associazioni, come ad esempio:

    F/antasy/RAM
    F/reedom/RAM

Come far convivere tutto questo?

Attraverso racconti, immagini, storie di persone, di pensieri, di paesi, dove vola la nostra fantasia, dove abbiamo trovato (o vorremmo trovare) la nostra libertà.

Come il vascello Fram cercherò di farmi intrappolare nelle nostre F/redde/RAM, lasciandomi trasportare in erranze nel tempo e nello spazio, consapevole ormai che ad ogni navigazione corrisponde un approdo, ad ogni viaggio un ritorno.

Ho scelto come logo del sito una silhouette di mio padre, che lui stesso ha disegnato nel 1921, perché mi sembra ironica ed elegante quanto basta per ricordarne le qualità che preferisco. Fa parte di un’enorme quantità di documenti (scritti, foto, schizzi, disegni, spartiti, ecc.), che ho raccolto dal giorno della sua morte, il 26 giugno del 1979.

Da allora, o chissà da quando, ho cercato di rispondere alle domande che mi ero posto su di lui, sui suoi pensieri, sulle sue aspirazioni, sulle sue delusioni. Con la curiosità affettuosa dei bambini che guardano, non visti, gli adulti dal buco della serratura, ho cercato di ricostruire, con vari frammenti come in un puzzle, il percorso di mio padre nella sua lunga vita.

Ho pensato di affidare ad Internet questo primo percorso perché sono convinto che a mio padre questo mezzo sarebbe piaciuto molto e per liberare il suo ricordo dai confini di un paese, Morano Calabro, che non sempre lo ha compreso ed apprezzato come avrebbe meritato.

(Bruno Mainieri - Novembre 1997)

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